Rimarrà aperta fino al 10 luglio 2021 la mostra "NEL NOME DI DIO OMNIPOTENTE - Pratiche di scrittura talismanica dal Nord della Nigeria" inaugurata a Napoli venerdì 7 maggio presso la Cappella Palatina del Maschio Angioino.  Avrebbe dovuto essere aperta prima di Natale (lunedì 7 dicembre 2020), ma è stata rimandata a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia.          

        L'esposizione, curata da Andrea Brigaglia e Gigi Pezzoli, è ideata e prodotta da Andrea Aragosa per Black Tarantella in collaborazione con il centro Studi Archeologia Africana di Milano, con il sostegno della Regione Campania, del Comune di Napoli Assessorato all'Istruzione Cultura e Turismo, della Scabec -Società campana beni culturali-, e con il patrocinio dell'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale" e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale. Gratuito l'ingresso alla visita, dal lunedì al sabato, dalle ore 10 alle 17, nel rispetto delle norme antiCovid vigenti. 

Come scrive Gigi Pezzoli, presidente del Centro Studi Archeologia Africana - CSAA, di cui è socio onorario Attilio Gaudio” -  (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), "il progetto riprende e sviluppa ricerche originali del Centro Studi Archeologia Africana, già oggetto nel 2013 della mostra “Alluna. Mondo e spiritualità Hausa” e tratta due componenti fondamentali: la prima di natura artistica, l’altra storico-antropologica. (...) Dunque uno spaccato della cultura materiale e simbolica dello scrivere, documentato in oltre 80 opere per lo più inedite. Partendo dalle tavole utilizzate nei diversi gradi di apprendimento del Corano, si passa a quelle decorate, sorta di diplomi di fine ciclo delle scuole islamiche, per poi prendere due percorsi differenti ma complementari: l’uno, più propriamente devozionale, sfocia nei Corani manoscritti, icone rappresentative della cultura calligrafica avanzata; l’altro, magico-talismanico, porta alle tavole terapeutiche, alle pelli taumaturgiche, fino alle tavole magiche destinate alla protezione della persona e della casa. In particolare, gli oggetti di questa seconda tipologia sono prodotti da coloro che si specializzano nelle scienze esoteriche”.

La mostra presenta un complesso di materiali inediti costituito da oltre 80 opere tra cui: manoscritti coranici e poetici, tavole utilizzate per lo studio e la memorizzazione del Corano; tavole con scrittura coranica ed elementi decorativi, sorta di diplomi di completamento degli studi religiosi; tavole in legno, metallo e pelle con scrittura e formule apotropaiche; tavole con scritture sacre, elementi decorativi e iconografia degli animali della savana per la protezione della casa e della persona; esemplari di ricettari popolari sulle scienze esoteriche, talismani, oggetti per divinazione, ecc. Un mondo di tradizione prevalentemente sufi, apparentemente lontano ma che rimanda ad antiche pratiche protettive, divinatorie e taumaturgiche del Medio Oriente, del mondo greco-romano, della Cabala ebraica, fino all’alchimia medievale.

 Un ampio catalogo dal titolo "Arti talismaniche. Pratiche di scrittura sacra e protettiva dal Nord della Nigeria" contiene un ricco apparato iconografico oltre ai contributi dei maggiori esperti internazionali sull'argomento. "Lo abbiamo dedicato - conclude Gigi Pezzoli - a Luca Attanasio, l'ambasciatore italiano caduto in Congo, un indimenticabile amico con il quale abbiamo condiviso il progetto e che con il suo entusiasmo ci ha incoraggiato ad andare avanti anche nei momenti più difficili".

   Giovedì 28 febbraio 2019 (ore 20,30) si terrà - come al solito presso la biblioteca della Oblate - una conferenza organizzata da Transafrica.

Si tratta di un interessante incontro con la critica di cinematografica africana Daniela Ricci e della proiezione del suo documentario dal titolo IMMAGINARI IN ESILIO - CINQUE REGISTI D'AFRICA SI RACCONTANO. Sono Haile Gerima, Dani Kouyaté, Jean Odoutan, Newton Aduaka e John Akomfrah.

Il film illustra il loro percorso artistico e personale, da Parigi a Washington, da Ouagadougou a Ouidah, passando per Uppsala e Londra. Li segue nella loro vita quotidiana di esiliati, intrecciandola con spezzoni estratti dai loro film, esprimendo così le loro identità complesse: essere al tempo stesso qua e là.

Attraverso gli occhi di questi cinque cineasti, costantemente alla ricerca di un equilibrio tra culture diverse, le maschere cadono ed i miti si infrangono.

L'associazione Trasafrica*ha ripreso, come ogni anno, le sue conferenze sull'Africa "che fa parlare di sè". E' ormai il  XI ciclo di incontri sulla realtà sociale e culturale ei qyesto continente sempre piuùcomplesso,  in collaborazione con la Biblioteca delle Oblate (Via dell'Oriuolo 24, Firenze)

  • *Via Fiume, 11 - I-50123 FIRENZE
Tel: +39-055-430420 +39-348-3973603
Fax: +39-055-430420
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Venerdì 24 gennaio, ore 18.00 - ATLANTE DELLE GUERRE: Cause e conseguenze dei conflitti africani.
  • Nell’edizione numero nove dell’’Atlante delle guerre e dei conflitti – Terra Nuova edizioni 2019 - realizzata come ogni anno da un gruppo di giornalisti, fotografi e attivisti dell’informazione, si trovano le schede conflitto aggiornate delle 30 tra guerre e conflitti in corso, focus sulle 18 situazioni di crisi, oltre alle schede collegate ad alcune macroaree interessate da tensioni e difficoltà. Presenta il volume Alice Pistolesi, giornalista.

 Venerdì 21 febbraio, ore 18.00 - SE IL MARE FINISCE: Racconti multimediali migranti Antologia deiracconti finalisti del concorso DiMMi, Diari Multimediali Migranti 2018- Terre di Mezzo Editore.

  • Senza testimoni la verità si può manipolare e, infine, si perde. Un coro di undici storie compone una memoria collettiva in cui riconoscerci tutti umani, al di là delle frontiere. Sono le voci di uomini e donne che riscattano dall’oblio le loro vicende di migrazione e ce ne fanno dono. A cura dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.

 Venerdì 27 marzo, ore 18.00 - BICI IN DIREZIONE SUD - Dal Monferrato a Città del Capo

  • “Di cosa necessita una persona che arriva in un luogo a lui sconosciuto, da una situazione difficile, magari con un lungo viaggio alle spalle? Probabilmente ha fame, deve riposare, o ha freddo. Ma soprattutto ha bisogno di qualcuno che gli scaldi il cuore, magari che gli rivolga la parola e gli regali un sorriso”. Filippo Graglia - ingegnere aerospaziale di Castelnuovo don Bosco (AT)- dopo 613 giorni di viaggio, 25.000 chilometri percorsi e 21 stati attraversati, ci racconta il suo viaggio in solitaria attraverso l’Africa, evitando le vie principali di comunicazione e cercando percorsi sterrati in zone rurali, alla ricerca di momenti di vita autentica per penetrare nel cuore dell’Africa con un viaggio “all’antica”, scoprendo così il valore e la necessarietà dell’accoglienza.

 Venerdì 17 aprile, ore 18.00 - IL CASCO DI SUGHERO - Gli italiani alla conquista dell’Africa di Alfredo Venturi. Interviene Nicola Labanca, storico (Università di Siena)

  • […] L’ultima a occupare il suo posto a tavola è una nazione antica che da poco si è concretizzata in uno stato unitario, scaturito da un brillante connubio d’insurrezione popolare e sapienza diplomatica. Il suo assetto è ancora da consolidare ed è assillata da pressanti problemi interni, ma intanto vuole rifarsi dopo il lungo digiuno e reclama la sua parte di mondo.
  • Alfredo Venturi è nato a Bologna oggi vive in Toscana. Come giornalista (il Resto del Carlino, La Stampa, Corriere della Sera) ha lavorato in Italia e all’estero. Ha trascorso in Germania il decennio che comprende lariunificazione. Autore di numerosi saggi di ricerca e divulgazione storica.
  • Nicola Labanca Professore ordinario di storia Contemporanea presso l’Università di Siena. Tra le sue più note pubblicazioni Oltremare.Storia dell’espansione coloniale italiana, La guerra italo-austriaca (1915-1918) e La guerra italiana per la Libia. 1911-1931.


L'Associazione Transafrica* organizza, come ogni anno, delle conferenze sulla realtà sociale e culturale dell'Africa in collaborazione con la storica Biblioteca delle Oblate (Via dell'Oriuolo 24, Firenze). Questo decimo ciclo di incontri parte da una realtà problematica che coinvolge una buona parte dell'umanità e dei paesi del pianeta: Somalia (foto Attilio Gaudio)

Venerdì 25 gennaio ore 18.00 - Avv. Luigi Tessitore - ASGI - Migranti e migrazioni in Italia: cosa cambia con il nuovo decreto.

ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) è diventata punto di riferimento di associazioni, enti pubblici e privati, oltre che di studenti, praticanti avvocati, assistenti sociali e quanti hanno interesse e necessità di rimanere aggiornati e confrontarsi giornalmente di fronte all’evolversi del fenomeno dell’immigrazione.

 

Venerdì 15 febbraio ore 18.00 - Presentazione del volume "Parole oltre le frontiere" a cura dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.

DiMMi (diari multimediali migranti) è un progetto finanziato dalla Regione Toscana con l’obiettivo di sensibilizzare e coinvolgere i cittadini sui temi della pace, della memoria e del dialogo interculturale, e di creare un fondo speciale dei diari migranti presso l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.

 

Venerdì 15 marzo ore 18.00 - Matteo La Sorte - Campi profughi a Dadaab: architettura senza confini.

Dadaab è una città del Kenya situata nella contea di Garissa. Ospita cinque campi profughi gestiti dall’UNHCR. Il campo è situato a circa 100 kilometri dal confine somalo. Fino a poco tempo fa la popolazione locale era tradizionalmente composta da nomadi e pastori somali, proprietari di cammelli e capre.

 

Giovedì 04 aprile ore 18.00 - Luca Ranieri, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. - Nord Africa e Africa occidentale: geopolitica e sicurezza

Traffici illeciti, conflittualità, minacce terroristiche e flussi migratori nello spazio sahariano.

 

* ASSOCIAZIONE TRANSAFRICA SVILUPPO
Associazione di solidarieta' internazionale per il
volontariato nella cooperazione partenaria allo
Sviluppo Umano nel Nord e nel Sud del Mondo
Via Fiume, 11 - I-50123 FIRENZE
Tel: +39-055-430420 +39-348-3973603
Fax: +39-055-430420
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Continuano gli incontri organizzati da Transafrica a Firenze

(Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Web: http://www.associazionetransafrica.org

  (foto Attilio Gaudio-spedizionetransahariana)

Giovedì 4 aprile 2019 il professor Luca RANIERI (Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa) terrà una conferenza dal titolo: NORD AFRICA E AFRICA OCCIDENTALE, geopolitica e sicurezza, ore 18.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili
Biblioteca delle Oblate – Via dell’Oriuolo, 24 – Firenze - www.biblioteche.comune.fi.ir

In effetti “Lo spazio sahariano, fino a poco tempo fa considerato una zona di scarse interazioni geopolitiche, è oggi sempre più al centro dell’attenzione e delle preoccupazioni securitarie globali. Quali sono le relazioni fra sicurezza, sviluppo e migrazione, in un contesto caratterizzato da stati fragili, minaccia terrorista, competizione strategica e intensi flussi informali di armi, droga, oro e migranti?”

  (foto Transafrica)

Venerdì e sabato prossimi (04 e 05 maggio 2018), si sono tenute presso la Biblioteca Pinacoteca Accademia Ambrosiana (2 Piazza Pio XI, 20123 Milano) le tradizionali Giornate di Archeologia di primavera, quarta edizione. Due le ricorrenze di quest'anno, da celebrare e valorizzare: gli otto secoli di presenza francescana in Terra Santa e i dieci anni dalla scomparsa di padre Michele Piccirillo, francescano e archeologo di fama internazionale. Queste Giornate sono organizzate dalla Fondazione Terra Santa, che raccoglie il patrimonio culturale della Custodia di Terra Santa (confluito nel marchio editoriale Edizioni Terra Santa).

  (foto MCG, Israele)

Gli interventi spaziano dall'arte alla storia, dalla religione all'attualità, con due eventi esterni al convegno: le visite guidate alla chiesa del Santo Sepolcro (giovedì 3 maggio) e lo spettacolo teatrale "Talking Abraham", di e con Paolo Curtaz e Aglaia Zanetti (venerdì 4 maggio). Viene messo a fuoco il Medio Oriente: culla della civiltà, crocevia di imperi, terra sacra per tre religioni. Nessun luogo ha una ricchezza paragonabile a questa, frutto di millenni di stratificazione, commistioni e innesti tra popoli. Nessun luogo è più adatto per scoprire i frutti che nascono dal dialogo tra culture. Frutti di arte, architettura, letteratura che ancora oggi ci parlano. Il programma è diviso in quattro parti.

1 - Padre Piccirillo, l' avventura di "Abuna Michele, francescano e archeologo; le sue scoperte epigrafiche, il memoriale di Mosé e il Monte Nebo. Intervengono: Paolo Nicelli, direttore della Classe di Studi africani, Biblioteca Ambrosiana - fra Claudio Bottini ofm, decano emerito, Studium Biblicum Franciscanum Gerusalemme - Danilo Mazzoleni, rettore, Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (Piac) Roma - Alberto Friso, giornalista, autore della biografia - fra Eugenio Alliata ofm, archeologo, Studium Biblicum Franciscanum Gerusalemme

2 - La diversità culturale come strumento di dialogo e di coesione sociale (in collaborazione con UCSI Lombardia). Intervengono: Paolo Nicelli - Giorgio Bernardelli, giornalista, su Archeologia e politica, alcuni casi mediatici in Israele e Palestina - Edoardo Barbieri, bibliografo, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano (Brescia), con i Libri Ponti di pace - L’esperienza del Gruppo di lavoro Creleb a Gerusalemme in un progetto di Ats - Massimo Centini, antropologo, autore del libro “Montagne sacre”, luogo di dialogo per tutte le religioni - Baykar Sivazliyan, armenista, Università Statale di Milano su L'alfabeto armeno fra i pilastri costitutivi dell'identità armena - Carla Benelli, Ats - Associazione pro Terra Sancta con Lo scrigno della memoria: per un Museo sulla cristianità in Terra Santa - Raffaella Zardoni, Ats - Associazione pro Terra Sancta, con ipotesi circa la basilica costantiniana di Betlemme e del sito ai tempi di Gesù.

3 - Presenza francescana in Terra Santa. Una storia lunga 800 anni. Intervengono: mons. Marco Ballarini, prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana - mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano Giuseppe Ligato, storico delle Crociate, con Acri e i primi francescani - Sergio Ferdinandi, archeologo, Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l'Oriente (Ismeo), Roma, con Francescani al tempo della quinta crociata (1217-1221) - Fabrizio Benente, archeologo, Università di Genova, con  Acri, una capitale dell’Oriente latino. Gli scavi della missione italiana - fra Eugenio Alliata, con Il Convento del Sion e il Cenacolo, cuore della presenza francescana - Francesco Quaresmi, Custode di Terra Santa, milanese. Storia di una sua opera sconosciuta ritrovata in Ambrosiana - Marco Galateri di Genola, curatore del volume Itinerari e cronache francescane di Terra Santa.

Durante la pausa, proiezione del documentario di Tommaso Santi, Restaurare il cielo (2016), sul restauro della basilica della Natività a Betlemme

4 - Il dialogo tra culture e religioni nella promozione della pace. Intervengono p. Paolo Nicelli - fra Claudio Bottini, che presenta il Liber Annuus 2017 - Maria Giovanna Biga, archeologa, Università La Sapienza, Roma - Accademia delle Antiche Civiltà (AdAC), Milano, La città di Mari e le religioni della Siria - Massimo Campanini, storico, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano, su Avicenna, un pensatore tra due mondi - don Gianantonio Urbani, archeologo, Studium Biblicum Franciscanum, Gerusalemme, su Gerusalemme e la sua cinta muraria. Crocevia di vita - Elena Lea Bartolini De Angeli, docente di Giudaismo, Istituto Superiore Scienze Religiose (Issr), Milano, suGerusalemme, casa di preghiera per tutti i popoli.

News

  • Oggi l'Africa a Bolzano, 15-16-17 gennaio 2020

    Il Museo Civico di Bolzano (via Cassa di Risparmio 14, ingresso libero) inaugura l'anno 2020 con Il regista Lucio Rosa e alcuni dei suoi film e documentari sull'Africa, nella sala delle stufe:
    - mercoledì 15 gennaio 2020, alle ore 18.00 - BILAD CHINQIT (59’);
    - giovedì 16 gennaio 2020, alle ore 18.00 - IL SEGNO SULLA PIETRA (59’);
    - venerdì 17 gennaio 2020, alle ore 18.00 - BABINGA, piccoli uomini della foresta (25’) e a seguire: IL “RAGAZZO” CON LA NIKON (30’)

    Anche la mostra fotografica verrà inaugurata quest’oggi alle ore 18 e resterà poi aperta con i seguenti orari: 10-12.30 e 16-19.30. Per Lucio Rosa si tratta di una preziosa occasione per proporre nella sua città il frutto di tanti anni di esplorazione dell’Africa, “armato” solo di macchina fotografica e cinepresa, un’attività iniziata ufficialmente proprio a Bolzano nel 1975, quando fondò assieme alla moglie Anna, sua collaboratrice, la casa di produzione Studio Film Tv. Una passione trasformata in lavoro, che ha dato all’autore parecchie soddisfazioni e premi in importanti festival internazionali.

    BILAD CHINQIT, il paese di Chinguetti, è la Mauritania, regione nata dal Sahara, che per secoli ha fatto da confine tra l'Africa mediterranea e il Bilad Es Sudan, il paese dei Neri. film rievoca infatti le civiltà, gli imperi e le città che hanno avuto la Mauritania quale protagonista del mondo antico e medioevale. Nel Medioevo era un crogiolo di razze e culture, significava l'slam e le scienze, la filosofia. E ancora antichi manoscritti in lingua araba, le "università delle sabbia" o "università a cammello", il sapere di un popolo, e ancora sabbia . Lontana e profonda, segnata da grandi passaggi di civiltà, fin dal lontano Neolitico è la storia della Mauritania.

    Il SEGNO SULLA PIETRA illustra la storia millenaria del Sahara, in un alternarsi di fasi climatiche estreme e di vicende di uomini che fecero di questa regione la loro dimora: 12.000 anni fa, dopo una fase di aridità estrema, ritornò la pioggia e la vita ricominciò a germogliare lentamente. In un Sahara fertile e verdeggiante, ricco di acqua, prosperarono gruppi umani che praticavano caccia, nomadismo e pastorizia. Così, nel Sahara centrale, sui massicci del Tadrart Acacus e del Messak, nel sud-ovest della Libia, si formarono le prime comunità, tenaci e vitali, culturalmente compiute, che riuscirono anche ad elevare a linguaggio pittorico il loro vissuto quotidiano.

     BABINGA, (vedi in questo sito, maggio-giugno 2019: L'Africa che scompare, I Pigmei Babinga) i piccoli uomini della foresta, un vero documento che parla dei Pigmei che vivono, meglio vivevano secondo la loro cultura e tradizioni, nella foresta pluviale della Repubblica Popolare del Congo… ora ci sono ancora i Pigmei, piccoli uomini, ma la loro cultura si è frantumata. Non sono più i cacciatori-raccoglitori della preistoria, protetti dall' impraticabile foresta equatoriale africana. Il meticciato e il contatto con le tribù vicine, e con altre civiltà straniere, sta distruggendo habitat, cultura e tradizioni.

    IL “RAGAZZO” CON LA NIKON (vedi in questo sito maggio-giugno 2019) è il regista stesso, che ha scattato migliaia di fotografie, appunto con la Nikon (che gli era stata regalata da ragazzo), nel corso degli anni fino all' “Ultima, nell’aprile 2013… poi il buio per questo splendido Paese”, ricorda con amarezza Lucio Rosa. Il 23 aprile 2013 il regista  era appunto a Tripoli al ministero del Turismo e Cultura per firmare il contratto di un film su Ghadames, la grande oasi ai margini occidentali del Sahara libico nel punto d'incontro di Libia, Algeria e Tunisia. “Ma un attentato all’ambasciata francese ha bloccato Tripoli… fuggi fuggi… imbarco sul primo aereo per riornare in Patria, e il film, con la sceneggiatura e storyboard approvati, è finito nel cassetto. In attesa… Ad oggi è ancora lì, ricoperto dalla polvere del tempo… ma ancora vivo nelle mie intenzioni e speranza… ma verrà il giorno…” conclude il regista.

     

     

  • Monti Nuba, la resistenza di un popolo (Verona, martedì 3/5/2016)

                          In un’area grande più dell’Austria vive il popolo dei Nuba, circa un milione di abitanti, senza pace.
    Al "Martedì del mondo" del 3 maggio (organizzato dalla rivista Nigrizia) si è parlato della guerra che si sta combattendo da anni nella regione dei Monti Nuba, nello stato sudanese del Sud Kordofan. La serata, moderata da Efrem Tresoldi, direttore di Nigrizia, è iniziata con la proiezione di un documentario A scuola sotto le bombe (20’), realizzato lo scorso dicembre nei Monti Nuba da Francesco Cavalli, vicepresidente dell’organizzazione non profit Amani, e da Matteo Osanna, video maker. I due testimoni hanno spiegato la situazione che hanno trovato sul terreno e perché. Infatti, nonostante tutto, la popolazione nuba (musulmani e cristiani) è decisa a mantenere efficiente il proprio sistema scolastico. Come ha affermato in una recente intervista pubblicata su Nigrizia il vice-governatore dei Monti Nuba, Suleiman Jabuna Mohamed, per i Nuba l’educazione è il modo per affermare il diritto alla salvaguardia della propria diversità culturale e sociale, mentre "il governo di Khartoum usa l’islam come strumento di potere per dominare l’insieme dei popoli sudanesi", attuando una politica di emarginazione, sfruttamento e persecuzione etnica e bombardando con i caccia Mig e Antonov.
    A contrapporsi alla truppe governative sono le milizie dell’Esercito popolare di liberazione del Sudan/Nord (Spla-N).
     
    Il conflitto nel Sud Kordofan è iniziato nel 1983, quando le popolazioni si schierarono con il movimento di liberazione Spla che si batteva per l’indipendenza da Khartoum. Nel 2005 si è arrivati a un accordo di pace che prevedeva il referendum di autodeterminazione degli stati del sud del paese, e nel luglio del 2011 è nato un nuovo stato: il Sud Sudan. Ma la posizione di tre regioni di confine con il Nord del Sudan – Sud Kordofan, Nilo Azzurro e Abyei – non è stata chiarita, e i tre stati che si erano battuti contro il regime sono rimasti sotto la sovranità di Khartoum. Di qui la ripresa delle ostilità.
    . 

    I Martedì del mondo sono un ciclo di incontri (ottobre-giugno), che si tengono di norma il primo martedì di ogni mese, organizzati da Fondazione Nigrizia, dal Centro missionario diocesano, dalla rivista Combonifem e dal Cestim - Centro studi immigrazione.

     (Fonte: Missionari Comboniani - Vicolo Pozzo 1 - 37129 - Verona - Italia www.fondazionenigrizia.itwww.nigrizia.it )

     

  • Homo naledi e Cheikh Anta Diop: due interrogativi

    Settembre 2015 - La scienza non è dogmatica, ogni ipotesi deve essere considerata “vera” fino a quando non si dimostra il contrario. Così, mentre ci si interroga ancora sul colore della pelle dei Faraoni e dei loro sudditi (erano neri?), una nuova specie del genere Homo, con caratteristiche primitive e moderne insieme, è stata scoperta in Sudafrica. Un ritrovamento che potrebbe far riscrivere la storia dell'evoluzione della nostra specie?

  • Togo, pozzi e trivellazioni

     

    La missione di Kolowaré è diventata, poco più di un anno fa, la Paroisse St Léon IX. Il nostro amico padre Silvano Galli (SMA, Società Missioni Africane - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) da anni in Togo, ci comunica anche che qualche settimana prima era deceduto il decano di tutti i padri SMA del Togo, padre Jean Perrin, dopo 64 anni di missione in questo paese.

    Ma i missionari continuano a portare avanti il progetto "trivellazioni e pompe" grazie al sostegno del Novara Center. Senza acqua non c'è vita, ribadisce padre Silvano. E i villaggi vicini hanno già acqua in abbondanza. Nelle foto, gentilmente inviateci, l'équipe è al lavoro.

     

      Visite
     
    Soeur BéatriceBlandine
    Soeur RégineYayo

     
    Jean Marie
    PersonnelL'assistant Senanou
     
     
  • Costa d'Avorio, migrazione e miele

       Secondo i dati delle autorità italiane e del ministero degli interni della Costa d'Avorio, almeno 1500 ivoriani sono censiti ogni mese sulle coste italiane. E un terzo dei migranti che arrivano in Italia provengono dall'ex colonia francese del golfo di Guinea. Passano da Daloa, nel centro-ovest del paese, o da San Pedro nel sud-ovest, diretti comunque in Libia per poi raggiungere l'Europa. Eppure la Costa d'Avorio, paese poco popoloso e ricco di materie prime agricole come caffè e cacao, esercita, a sua volta, una forte attrazione sugli africani stessi dei paesi confinanti: Togo, Benin, Burkina Faso, Mali, Guinea, Senegal.
    Questa immigrazione dai paesi della sotto-regione francofona era stata favorita dalla Francia. E per tre decenni questa politica liberale aveva dato il diritto  ai "fratelli" dell'Africa occidentale di avere accesso alla terra ivoriana, ai pubblici impieghi e persino a diverse elezioni.
    Il clima è progressivamente e profondamente cambiato. Se i giovani ivoriani sono attirati dall'Europa o dal Canada, i confinanti sono attirati per le stesse ragioni dalla Costa d'Avorio. In effetti, secondo il FMI, questo paese sarà leader nella regione in materia di crescita economica per i prossimi due anni, con cifre tra il 7% e l'8%. Tuttavia in alcune regioni periferiche il tasso di disoccupazione resta alto. Per gli immigrati è difficile trovare lavoro, e più facile entrare nelle spire della criminalità. 
    Gli sforzi dei paesi occidentali, insieme alle nazioni africane terra d'esportazione, dovrebbero favorire il legame tra i nativi e la loro terra, non il land grabbing o l'importazione di manodopera e di cervelli.
    Una piccola iniziativa esemplare da moltiplicare, per legare invece gli africani alla loro terra, è nata nel nord ovest della Costa d'Avorio a Kani, zona tropicale. Qui molti giovani di etnia mossi, provenienti dal Burkina Faso (ex Alto Volta) dove hanno abbandonato le terre d'origine, sono migrati per cercare un improbabile lavoro. Così un giovane missionario del Pime (Pontificio istituto missioni estere), il brasiliano padre Valmir Manoel Dos Santos, ha lanciato un progetto di apicoltura!
    Si chiama "Wend Songda", cioè "onnipotenza di Dio" nella lingua mooré parlata dai mossi. Una piccola realtà in un contesto prevalentemente musulmano (90%), con 7-8% animisti, 2% cristiani e 1,5% cattolici. Con l'aiuto del consiglio parrocchiale di Kani, di alcuni esperti locali e della capitale Abidjan, (ma anche della Fondazione Pime) sono state installate cinquanta arnie e il miele verrà raccolto e commercializzato dalla cooperativa creata allo scopo. In effetti il miele è molto ricercato in tutto il paese, e nella zona la produzione è scarsa. Inoltre il progetto incoraggia anche l'autonomia oltre alla formazione, poiché una volta imparato il "mestiere", gli apicoltori, anche non cristiani, potranno lavorare anche in proprio, senza abbandonare la cooperativa.

  • Lo Sciamano del legno antico

    Arte africana? Solo la seconda foto! che ritrae alcune (tra le migliaia) opere d'arte africane raccolte ed esposte da Adolfo Bartolomucci nella sua galleria milanese*. La prima invece è arte alpina, della Val Gardena, dove la scultura lignea fa parte della tradizione secolare, e l'artista è Adolf Vallazza,  scultore di fama mondiale.  Nei due casi: arte o artigianato oppure entrambi? non ha importanza, il risultato è sempre qualcosa che evoca passato e presente, stupisce, emoziona, risveglia tutti i sensi. Protagonista è sempre il legno.

                      

    (foto Lucio Rosa)                                                                                  (foto Mila C.G.)

    L'artista africano sceglie il suo albero in funzione dell'oggetto da scolpire; così statua, maschera, feticcio, totem sarà il veicolo attraverso il quale gli spiriti, le divinità, gli antenati e le forze della natura si rendono presenti e visibili nello spazio umano. Gli oggetti di utilità quotidiana, quali spole per tessere, ciotole, sgabelli, sedie, alzatesta, strumenti per la cucina, sono fabbricati con molta cura. Per ogni settore della cultura esistono una serie di simboli e di stili specifici, compresi dalla comunità. 

    Anche l'artista alpino, "vive del legno, nel legno, parla con il legno...". Per questo il regista Lucio Rosa, bolzanese, gli ha dedicato il film** "Adolf Vallazza, sciamano del legno antico" presentandolo con queste parole: " Il bosco, silente e ordinato, i tronchi ravvicinati e umidi si sono affidati ad Adolf Vallazza. Un viaggio assorto e pieno di attese finisce nei linguaggi e nelle forme dell'uomo contemporaneo. L'artista non interroga la materia - che è già sua - ma il genio dei luoghi che l'ha generata. Con lui tesse il dialogo serrato che porta alle trasformazioni dei legni, programma i loro destini futuri e in loro soffia il suo spirito."

    Lo sciamano viene generalmente considerato come un guaritore e un mediatore tra il mondo conosciuto della realtà ordinaria e il mondo spirituale. L'arte di Adolf Vallazza può essere antropologicamente considerata sciamanica, perchè lavora legni antichissimi, a volte secolari, recuperati nelle case contadine delle sue valli: vengono dalle pareti delle stube, hanno visto la storia, passare tante generazioni e vicende, i vivi e i morti; sono corrosi, consumati, mangiati dalle tarme, con i segni delle scarpe chiodate dei contadini, che hanno camminato su di loro per anni e anni. Anche il colore varia a seconda della loro vita. Ci sono i legni grigi, i bluastri che hanno preso la pioggia, e quelli rossi, che sono bruciati dal sole. E' come un "viaggio" nel passato e in altre tradizioni la scultura in questi legni, che hanno vissuto e trasmettono "messaggi" dai mondi spirituali invisibili alla realtà. E poi ci sono le leggende nei paesi delle montagne, le Dolomiti; "anche se astratte, le  mie sculture, afferma Adolf, rispecchiano queste suggestioni. È il mio ambiente, la mia storia che mi ha dà l’ispirazione per la scultura. " 

    Il Maestro Adolf  Vallazza nasce nel 1924 ad Ortisei. Il padre è scultore in ferro; il nonno materno, Josef Moroder Lusenberg, è un pittore. Adolf fin da piccolo ama le arti e il disegno e  intaglia il legno. Negli anni quaranta e cinquanta inizia lavorare il legno dell'ulivo; per mantenere la famiglia e per passione diventa artigiano, con una ditta e sette operai. Crea statue per le Vie Crucis, crocifissi, sculture religiose della tradizione gardenese. Ma si ritaglia del tempo per studiare e fare ricerche, apre il suo studio di scultore ad Ortisei, e abbandona il legno dell'ulivo perchè lo considera di per sè già "un'opera d'arte della natura". Le prime sculture sono classiche, poi comincia a  sperimentare forme stilizzate e materiali nuovi, fino alle opere che l'hanno reso famoso, i Totem e i Troni. Ha quasi quarant’anni e infine può dedicarsi solo all’arte. Passa all'astratto, ispirato da Marino Marini, Henry Moore, e soprattutto dal grande Constantin Brâncuși, maestro per la sua semplicità, la capacità di ridurre i volumi, l’iconografia delle “colonne”. Sono gli anni '60; inizia ad allestire le sue prime mostre personali in Italia e all'estero. Nel 1968 cominciano a frequentare il suo studio d'artista importanti critici milanesi, come Marussi, Budigna e Mascherpa.